SOSTANZE PERICOLOSE: ieri, oggi…

Per tanti anni prodotti di uso quotidiano come lacca, creme, detersivi e pentole ci hanno fatto compagnia ogni giorno, ma adesso molte sostanze con cui venivano forgiati quei prodotti sono state messe al bando dall’ Unione Europea (UE) perché ritenute tossiche, inquinanti, interferenti endocrini o addirittura cancerogene. L’ultima sostanza in ordine cronologico ad essere stata bandita dalla UE è il mentolo utilizzato come aroma nelle sigarette, infatti dal 2020 non potrà più essere utilizzato perché costituisce di fatto un incentivo a fumare specie per i giovani.

Cosmetici e prodotti per la casa. Dopo oltre 70 anni, nell’ultimo decennio abbiamo iniziato a dire addio ai parabeni: conservanti come il propylparaben e il butylparaben, comunemente utilizzati in shampoo, bagnoschiuma, creme e deodoranti, hanno subito infatti una drastica riduzione nelle concentrazioni e sono stati completamente banditi dai prodotti destinati ai bambini di età inferiore ai 3 anni. Alcune di queste sostanze sono state associate di recente a un maggior rischio di cancro al seno, potenziali danni al sistema endocrino, infertilità maschile e disfunzione erettile.

I detersivi. Anche detersivi e prodotti per la pulizia della casa potrebbero cambiare completamente forma in un futuro non troppo lontano, dati i molti dubbi sollevati su molte delle sostanze che contengono. La lista è lunga: si inizia dal triclosan, un antibatterico contenuto anche in dentifrici e detergenti intimi, il cui utilizzo è stato recentemente vietato negli Stati Uniti. A seguire la formaldeide, composto chimico che si trova anche nei mobili o negli smalti per unghie e che oggi è considerata cancerogena: dal primo gennaio del 2016, infatti, la formaldeide è passata dalla classificazione di “sospettato di provocare il cancro” a “può provocare il cancro”. Infine coloranti, composti volatili e profumi attualmente sotto indagine da parte della Comunità Europea.

In cucina. Il caso più famoso? Quello del 2006, quando a fare scalpore sono state le padelle antiaderenti: sul banco degli imputati il teflon, o più precisamente l’acido perfluoroattanico (Pfoa) utilizzato nella sua produzione, di cui si è scoperto il potenziale effetto cancerogeno. Molte aziende hanno quindi modificato le procedure di produzione del teflon per venire in contro alle richieste di sicurezza dei consumatori. Va ricordato comunque che il teflon può fare male solo se la padella viene graffiata e danneggiata. L’opinione pubblica però ha mantenuto un certo scetticismo e questo ha aiutato l’ascesa di nuovi tipi di padelle antiaderenti come quelle in ceramica.

I biberon. Molti dubbi ha generato inoltre il bisfenolo A (Bpa), un composto organico che viene utilizzato per produrre le plastiche dure che sono a diretto contatto con cibo e liquidi. L’European Food Safety Authority ha fissato dei limiti all’utilizzo di questa sostanza all’interno di lattine, cibi in scatola e bottiglie di plastica, e lo bandito completamente dai biberon. Per finire, gli ftalati: DEHP, BBP e DBP, sostanze chimiche utilizzate per ammorbidire le materie plastiche. La legge li tollera solo in dosi molto basse, con una concentrazione che nei giocattoli non può superare lo 0,1%.

Tessuti e indumenti. Anche i vestiti dei nostri figli non saranno gli stessi che indossavamo noi da bambini. Solventi, coloranti tossici, formaldeide, metalli pesanti (cadmio, piombo e mercurio)i: è la lunga la lista delle sostanze vietate, con restrizioni rigorose o sotto indagine da parte delle autorità europee, perché i prodotti utilizzati per impermeabilizzare, rendere più belli o più comodi i vestiti sono anche la causa del 7-8% delle patologie dermatologiche, come ha evidenziato uno studio commissionato dalla Ue. Tra le sostanze bandite i già citati ftalati, che come ci ha ricordato Altro Consumo l’Ue ha vietato nei giocattoli e negli indumenti per bambini.

Cambia anche il cibo. E veniamo agli alimenti, o meglio agli additivi alimentari, sostanze deliberatamente aggiunte nel cibo per svolgere funzioni tecnologiche come colorare, dolcificare o conservare. Sulle etichette alimentari possiamo trovare spesso gli antiossidanti, i coloranti, gli emulsionanti, gli stabilizzanti, gli addensanti, i conservanti e i dolcificanti: tutti sottoposti costantemente a valutazioni e controlli da parte dell’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare), per essi è fissata una dose accettabile giornaliera, per evitare effetti indesiderati. Recentemente l’Efsa ha abbassato le soglie massime di tre coloranti alimentari (E 104, E 110, E 124) usati per esempio nelle bibite, budini in polvere, uova di Pasqua e la rimozione del colorante rosso 2G (E 128) dal mercato, utilizzato nei preparati di carne per gli hamburger.

Si ringrazia http://www.repubblica.it (SALUTE)

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