CELIACHIA: screening familiare?

Non ci sarebbero prove sufficienti per consigliare uno screening ad un familiare stretto di una persona celiaca in assenza di sintomatologia; è quanto sottolineato da un panel di esperti americani della  U. S. Preventive Services Task Force (USPSTF) in un articolo pubblicato su JAMA.

Tali evidenze si scontrano con altre organizzazioni che hanno diffuso raccomandazioni diverse ma il dott. Alex Krist sottolinea l’inutilità di compiere un test del genere in assenza di sintomi perché qualora gli autoanticorpi fossero positivi sarebbe poi necessario compiere una biopsia e “non vogliamo sottoporre ad un tale stress il paziente se poi non troverà beneficio”.

Se fare il test significa poi incorrere nel rischio di fare biopsie di massa, laddove potrebbero anche esserci falsi positivi, e laddove quindi non servirebbero, è meglio evitare in partenza lo screening se non sono presenti sintomi, secondo gli esperti. Mentre è più importante ricercare la malattia tra le persone che la manifestano in modo silente, ovvero presentano manifestazioni atipiche come l’anemia sideropenica, l’osteoporosi, la dermatite erpetiforme, la comparsa recidiva di afte e così via.

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