CANNABIS, per tutti e tutto?

Da qualche giorno è disponibile in alcune farmacie italiane la prima cannabis terapeutica completamente prodotta in Italia presso lo stabilimento chimico-farmaceutico militare di Firenze: si chiama FM2 ed ha una discreta componente di THC ed una componente più alta di CBD.

Da sempre la comunità scientifica è divisa sugli effetti terapeutici di questa pianta a causa di molteplici studi, condotti da sedicenti esperti, più o meno fumosi che spaziano dall’applicazione in campo oncologico, al neurologico sino ad arrivare ai disturbi del metabolismo o della psichiatria infantile. Una review recentissima (Gennaio 2017) della NAS (National Accademy of Science – Washington USA) ha messo insieme migliaia di studi in 100 ambiti terapeutici diversi e la risposta è stata univoca: FUNZIONA solo per il dolore cronico, nausea ed alcune patologie degenerative come la SLA ed il Parkinson.

Il farmaco, cosi di fatto potrà essere chiamato, è disponibile in Italia in fascia C (a totale carico del paziente) previa presentazione di ricetta medica (di un qualunque medico, specialista o non) su ricettario privato. Mi chiedo solo se sarà sufficiente questa limitazione a garantire l’uso corretto del preparato oppure se ci saranno distorsioni come spesso accade in Italia, specie su temi borderline…

Che ne pensate?

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